Le imprese possono abbinare più strumenti, ottimizzando il rientro dell’investimento e la competitività green:
* Credito d’imposta “Transizione 5.0” – Riconosce fino al 45 % delle spese se l’impianto e gli eventuali sistemi di accumulo riducono i consumi energetici della struttura di almeno il 3 % (o del processo interessato del 5 %). L’aliquota sale con maggiore efficienza e con moduli ad alte prestazioni. Domande fino al 31 dicembre 2025 tramite piattaforma GSE.
* Nuova Sabatini “Green” – Finanziamento bancario agevolato, con un contributo statale che simula un tasso d’interesse del 3,575 % su cinque anni. Applicabile a impianti FV purché rientrino negli “investimenti green” o “4.0”. Ideale per le PMI che vogliono rateizzare la spesa.
* Bandi PNRR – Autoproduzione Sud e PMI – Periodicamente vengono attivati bandi che coprono fino al 40 % a fondo perduto per fotovoltaico (e accumulo) destinato all’autoconsumo, con quote riservate alle regioni meridionali e alle micro‑piccole imprese.
* Reverse‑charge IVA – Fino al 31 dicembre 2026 le aziende possono differire il versamento dell’IVA su acquisto e posa, migliorando la cassa.
* Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) – Anche le imprese possono aderire o costituirne una per monetizzare l’energia condivisa (fino a 120 €/MWh di tariffa premio) e ottenere il contributo PNRR del 40 % sui costi d’investimento.
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